Odontoiatria conservativa
Conservativa e otturazioni
Un approccio mirato per riparare il dente danneggiato e preservare quanto più tessuto sano possibile. Ogni restauro viene pianificato sul singolo caso.
- Valutazione clinica e radiografica quando indicata
- Approccio conservativo ai tessuti dentali
- Restauri modellati sul singolo dente
A cosa serve
L’odontoiatria conservativa tratta le parti del dente compromesse da carie, piccole fratture o usura. L’obiettivo è rimuovere il tessuto non recuperabile e ricostruire forma e funzione con un restauro adesivo, preservando la struttura sana residua.
I materiali compositi permettono di armonizzare il restauro con il colore del dente, ma la scelta dipende sempre dalla situazione clinica. Quando il danno è esteso, un’otturazione diretta potrebbe non essere sufficiente e possono essere valutate soluzioni diverse.
Per chi è indicato
Può essere indicata in presenza di una carie, di un’otturazione deteriorata, di una piccola frattura o di una perdita localizzata di tessuto dentale. Sensibilità, cibo che si incastra o fastidio alla masticazione meritano un controllo, ma da soli non identificano la causa.
La visita, ed eventualmente gli esami radiografici ritenuti necessari, servono a stabilire profondità e recuperabilità del dente. Se sono coinvolti la polpa, le radici o una parte estesa della corona, il piano viene adattato al singolo caso.
Come si svolge e come prepararsi
Dopo la diagnosi, il dente viene isolato e, quando necessario, trattato con anestesia locale. Si rimuove il tessuto compromesso, si applicano i materiali adesivi e si modella il composito per ricostruire anatomia, contatti e morso; infine il restauro viene rifinito e lucidato.
Prima dell’appuntamento è utile comunicare condizioni di salute, allergie e farmaci assunti, senza sospendere terapie di propria iniziativa. Salvo indicazioni differenti, si può mangiare normalmente e arrivare con una buona igiene orale.
Dopo il trattamento
Finché dura l’anestesia è prudente non masticare e fare attenzione a labbra e guance. Una sensibilità transitoria può comparire dopo il trattamento; se il dolore è intenso, aumenta o il morso sembra alto, è opportuno contattare lo studio.
Un’otturazione è sottoposta nel tempo a carichi, usura e cambiamenti della bocca. Igiene quotidiana e controlli permettono di verificare margini e stabilità e di intervenire se compaiono infiltrazioni, fratture o altri problemi.
Domande frequenti
Fare un’otturazione fa male?
L’anestesia locale, quando necessaria, aiuta a rendere confortevole la procedura. Nei giorni successivi può esserci una sensibilità temporanea; intensità e durata dipendono dalla profondità del restauro e dalla risposta individuale.
Quanto dura un’otturazione?
Non esiste una durata uguale per tutti. Dimensione e posizione del restauro, carico masticatorio, igiene, alimentazione e abitudini come il serramento influenzano il comportamento nel tempo.
Una vecchia otturazione va sempre sostituita?
No. Età o colore non sono, da soli, motivi sufficienti: la sostituzione viene valutata se ci sono difetti, carie, fratture, perdita di tenuta o esigenze cliniche documentate.
Conviene sostituire le otturazioni in amalgama?
Non in modo automatico. Rimuovere un restauro comporta anche un intervento sul dente; benefici, condizioni del materiale e struttura residua vanno esaminati prima di decidere.
Un percorso chiaro
Conservare prima di sostituire
La scelta del restauro nasce dalla quantità di dente sano, dalla profondità del danno e dai carichi della masticazione.
Comprendiamo il problema
Visita, test clinici e immagini quando indicate aiutano a definire posizione, profondità e causa del danno.
Ricostruiamo con precisione
Materiali, forma e tecnica vengono scelti per il singolo dente e per il suo ruolo nella masticazione.
Controlliamo nel tempo
Igiene e richiami periodici aiutano a monitorare il restauro e il tessuto dentale residuo.
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